domenica 22 ottobre 2017

Aggiornamento breve – Quando la coerenza s’inchina (e lascia il posto) alla convenienza

Come è facile notare da ciò che mette pubblicamente online, Lorita Tinelli ama ostentare quelle che ritiene essere le proprie qualità e prerogative.

Fra queste, le amicizie «importanti», come – per citarne una – il rapporto che, tramite il marito, la legherebbe a monsignor Giovanni Intini, recentemente insediatosi come vescovo di Tricarico (MT):




Di una psicologa tanto ostile al mondo della spiritualità, non si direbbe che possa essere vicina alla religione.

Eppure, quando si tratta di contrastare pubblicamente i movimenti religiosi stigmatizzandoli come «sette», non disdegna affatto una partecipazione attiva alle attività del «GRIS» («Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa», fu «Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sette»), organismo cattolico forte dell’imprimatur della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ormai da trent’anni.




Superfluo commentare l’approccio meravigliosamente scientifico – oltre che di immensa apertura mentale – che si ravvisa in un asserto come «la libertà religiosa diventa una trappola».

Ma la collaborazione col GRIS non si limita ad una partecipazione sporadica a un convegno, al contrario è evidenziata anche in contributi alla rivista di questo gruppo cattolico intransigente:



Data l’amicizia altolocata all’interno del clero e l’affinità di intenti con il GRIS, ci si aspetterebbe quindi non tanto una forma di deferenza nei confronti della Chiesa Cattolica, ma per lo meno un qualche rispetto nei riguardi del cristianesimo in quanto religione, peraltro condivisa e praticata da centinaia di milioni di persone.

Le attività del CeSAP e di Lorita Tinelli, invece, mostrano qualcosa di ben diverso.

Post come questo, ad esempio, in cui il cristianesimo viene citato come elemento di un «culto» considerato «distruttivo»:



Si potrà ragionevolmente obiettare che questo post non critica minimamente la Chiesa Cattolica. Vero, anche se il messaggio recepito da chi leggesse (come una gran quota della popolazione di Facebook fa) solo il titolo dell’articolo citato nel post, conterrebbe un’assimilazione fra «cristianesimo» e i concetti di «promiscuità» (evidentemente sessuale) e di «pedofilia». Tant’è che l’amico per la pelle della Tinelli (e noto oppositore dei Testimoni di Geova), Stefano Martella, commenta proprio con una frecciata al Vaticano.

D’altronde, è sufficiente una rapida occhiata proprio al sito del CeSAP, seguita da un fugace clic, per riconoscere la portata delle «informazioni» de facto anti-cattoliche diramate e propalate dalla Tinelli:




Sul menù di sinistra, abbiamo fatto clic alla voce «Pedofilia»; scegliendo «Rassegna stampa», ecco cosa viene visualizzato:




Una lunga lista di articoli la cui maggioranza riguarda casi di pedofilia nella Chiesa Cattolica.

Lorita Tinelli è evidentemente convinta di svolgere un servizio pubblico.

I post, infatti, sono di questo tenore:




Ma la «denuncia» del CeSAP non riguarda solo casi di pedofilia nella Chiesa Cattolica.

Ecco un’altra breve estrapolazione del materiale disponibile contro gli esponenti cattolici di vario rango:



Qui invece l’attuale presidente del CeSAP, Luigi Corvaglia, tuona contro «Rinnovamento nello Spirito»:



Tutte storie davvero agghiaccianti, che contribuiscono a incrementare il senso di insicurezza e di allarme della gente nei confronti del clero cattolico. Su questo si potrebbe obiettare portando ad esempio malcostume e corruzione, purtroppo conclamati e diffusi in certi ambienti religiosi: sebbene sarebbe stupido negarli, è pur vero che non si fa un’adeguata informazione descrivendo esclusivamente il lato negativo di un fenomeno. Bisognerebbe anche (per lo meno) menzionarne il lato positivo. Altrimenti si tratta di  «informazione» a senso unico, quando non mera propaganda.

Di questi orribili fatti cattolici la psicologa del CeSAP avrà dato conto anche al monsignore citato in questo articolo, che ha ricevuto in quanto assessore comunale nel suo paesino in Giugno del 2016?

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